Il grano saraceno e la sua grande difesa

By Gianpiero Padalino

Nei giorni scorsi leggendo su internet mi sono imbattuto nella difesa del grano saraceno e sull’ignoranza dei parlamentari a 5 stelle da parte di moltissime testate giornalistiche che hanno evidenziato un errore all’interno della premessa di una proposta di legge.

homer-dubbiosoLeggendo diversi articoli di giornale, tra cui anche testate giornalistiche autorevoli, mi è sorto un dubbio: ma di cosa stanno parlando? A questo punto ho avuto un’irrefrenabile voglia di andare ad approfondire l’argomento per cercare di capire meglio la proposta di legge scritta e quali siano i presupposti e la sua applicabilità 🙂

L’origine della contestazione parte da questo blog che titola un post: “Il Saraceno nella pasta italiana, l’Incompetenza a 5Stelle in Parlamento“.
A questo punto mi leggo attentamente il post e l’autore costruisce una analisi dettagliata incentrata su una frase riportato nella prefazione della proposta di legge: ” Un esempio per tutti: la pasta venduta in Italia è prodotta per un terzo con grano saraceno.”

A fronte di questa segnalazione un firmatario, Filippo Gallinella, informa sempre sul blog che si tratta di un refuso e riporto la risposta:

Gallinella_risposta

ovviamente non si fa attendere la risposta dell’autore del post:
grano_saracenoI dubbi mi assalgono sempre di più… leggo più volte il post e la proposta di legge, non riesco a capire la frase evidenziata nell’immagine, che riporto qui:“Tuttavia la vostra proposta di legge tesa ad ampliare le pene per il reato di contraffazione alimentare, anche al netto del refuso, secondo noi non impedisce o limita le importazioni di grano straniero (se non in particolari casi), come fa invece intendere la premessa nel testo di legge.”

Non sarò una grande cima, ma nella premessa della proposta di legge trovo scritto: “l’obiettivo primario di inasprire il contrasto alla contraffazione agroalimentare…

Mi chiedo: da dove si evince/capisce che tale proposta di legge, come scrive il blogger, dovrebbe impedire o limitare le importazioni di grano straniero??

Cerco su internet è trovo questo articolo recentissimo della Coldiretti “Crisi: Coldiretti, straniere 2 pizze su 3, addio da 25% italiani” dove all’interno trovo due affermazioni:

1. “Quasi due pizze su tre (63 per cento) servite in Italia sono ottenute da un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori

2. “E’ quanto emerge dal Dossier “La crisi nel piatto degli italiani nel 2014”, ……. che analizza per la prima volta anche cosa c’è di diverso con la crisi nei piatti piu’ rappresentativi della tradizione alimentare italiana con la pizza che è sempre meno tricolore, la pasta è diventata “autarchica”, mentre i sughi piu’ nostrani, dall’arrabbiata alla puttanesca, profumano d’oriente e il pane viene impastato nei Paesi dell’est Europa.

Continuo a cercare è trovo un altro articolo dell’ Anacer – Associazione nazionale cerealistiCereali: +25,4% l’import, -3,3% l’export“, dati relativi al periodo gennaio-febbraio 2014 sull’import/export di grano duro e grano tenero.
L’aumento è dovuto agli arrivi dall’estero dei cereali in granella: grano duro (+366.000 tonnellate, di cui +148.000 t dal Canada, +65.000 t dalla Francia e +59.000 dagli Usa); grano tenero (+122.000 tonnellate: +107.000 dai Paesi della Ue tra i quali Austria, Ungheria, Germania e Romania, e +15.000 t. dai Paesi terzi, in particolare Usa e Canada)

Mi domanda: Possibile che se per Coldiretti la pasta è diventata autarchica, invece per L’Anacer è aumentata l’importazione di grano dall’esterno???

Continuo a cercare, trovo un articolo datato 14 Aprile 2014: “Lo scandalo della pasta di Gragnano col grano dall’estero: denuncia per frode” che ovviamente nessuna

“Utilizzavano grano canadese anzichè 100% italiano, spacciando la pasta prodotta come originale di Gragnano. “

Logo-Divella

http://www.dissapore.com/

continuando a cercare trovo:Il caso Divella: cosa significa Made in Italy quando parliamo di pasta?

Il 30% del grano duro utilizzato per questa mega-produzione non proviene dalle spighe svettanti dei campi pugliesi sfoggiate nel logo del pastificio insieme ai candidi trulli, al mare limpido e alla bandiera italiana, bensì dalla lontana Ucraina.

Mi domanda: Come ha fatto la pasta a diventata autarchica in Italia???

Quindi, in base a quello che ho letto e trovato in rete, mi rendo conto che vi è un problema molto, ma molto grave di contraffazione alimentare e leggo per l’ennesima volta la proposta di legge del movimento 5stelle (vedi pagina 3), costituita da 2 semplici articoli che chiedono di modificare il codice penale inasprendo le pene per chi commette reato di frode alimentare.

Ho cercato gli articoli del codice penale di cui si chiede la modifica:

Codice_penale

http://www.studiocataldi.it/codicepenale/economia.asp
http://www.studiocataldi.it/codicepenale/incolumita.asp

La mia conclusione: Si è montato un caso di mediocre informazione basato sulla difesa del grano saraceno che abbia come obiettivo dimostrare l’ignoranza dei parlamentari del movimento 5 stelle, senza andare a vedere il vero contenuto della proposta di legge entrando in merito di questa.

Coloro che commettono reati di contraffazione alimentare potrebbero causare gravi problemi alla salute di molti cittadini, usando la nomenclatura “made in italy” e non dichiarando l’origine delle materie prima deve essere punito e seriamente.

Non siamo quelli che ci lamentiamo che in Italia non esiste la certezza della pena? Beh in questo caso la pretenderei subito e aggraverei le pene, come è stato richiesto.

Complimenti per le super notizie sul grano saraceno…

antibufala